27 ottobre 2026

BUON COMPLEANNO NICCOLÒ!!! 🎻🎶❤️


Oggi si festeggia il 244esimo compleanno di Niccolò Paganini!!!
Che dire di lui?…un talento ed una personalità assolutamente sopra le righe fin dalla sua nascita! 
Venne alla luce in una casa umile, in un vicolo buio vicino al porto di Genova, chiamato Vico della Gattamora, il padre che lavorava in porto aveva una grande passione per la musica e già nei primi anni di vita insegnò al piccolo Niccolò a suonare il mandolino e la chitarra, passò poi al violino e all’età di 7 anni lo suonava già con una padronanza da stupire chiunque lo ascoltasse.

Dietro alla sua bravura però, oltre al suo talento innato c’erano anche ore e ore di studio e restrizioni severe dettate da un padre tiranno che vedeva in lui una macchina per far soldi, costringendolo a studiare anche 15 ore al giorno.

Un aneddoto racconta, che ancora bambino, si ammalò di morbillo in una forma molto grave, cadde in uno stato catatonico tanto che la famiglia lo credette morto, proprio nel momento in cui lo stavano avvolgendo in un lenzuolo per deporlo nella bara il dottore si accorse di un lievissimo movimento, Niccolò era vivo!…beh la storia ci racconta che la prima cosa che fece il padre fu quella di rimettergli all’istante il violino in mano per farlo riprendere a studiare il prima possibile.

All’età di 19 anni scappò di casa, liberandosi finalmente dalla tirannia del padre, ma ahimè trovò altre cose a complicargli la vita, le donne, l’oppio e il gioco d’azzardo che lo portò a perdere denaro con la stessa velocità con cui lo guadagnava, al punto di dover addirittura vendere il suo violino per saldare i debiti di gioco!
La provvidenza però arrivò al momento giusto! Un mercante di Livorno, uomo d’affari, ma appassionato di musica gli prestò una chitarra, Paganini la studiò con la stessa passione ossessiva con la quale affrontava ogni cosa nella vita… e fu la svolta!…quando tornò a suonare il violino portò con sé tutto quello che apprese dalla chitarra, trasformando completamente le sue composizioni e affrontando la dimensione cantabile e coloristica che distingue il suo stile da quello dei suoi contemporanei.

Tutti sanno che il violino di Paganini è un Guarneri del Gesù, chiamato da lui stesso Il Cannone, ma come ne venne in possesso?…beh secondo la tradizione storica lo ebbe in dono da un mercante di Parigi, un certo Livron, che glielo prestò per suonare in occasione di un concerto a Livorno intorno al 1802, ascoltandolo suonare, il mercante dichiarò che non avrebbe mai più permesso a nessuno di suolarlo donandolo al violinista genovese, che di fatto non se ne separò mai più.
Paganini nella sua carriera possedette molti violini dei più stimati liutai come Stradivari e Amati, ma Il Cannone, aveva delle particolarità come la non perfetta simmetria e perfezione delle linee che paradossalmente apportava allo strumento una proiezione di suono senza eguali.

La sua composizione più famosa?…sicuramente i 24 Capricci, amore e odio di ogni violinista!
Iniziò a comporli nel 1802, all’età di vent’anni, li concluse nel 1817…e li pubblicò solo trent’anni dopo.
Un compendio di virtuosismi violinistici portati all’eccesso come era nella sua natura. Ogni Capriccio, o quasi, si basa su una tecnica particolare come l’arpeggio, il pizzicato, ecc che viene portato all’estremo delle possibilità umane e dello strumento…insomma una robbetta semplice!!!

Girò l’Europa in vero tour da rockstar…il pubblico impazziva per la sua musica, ma anche per la sua presenza scenica, era infatti un personaggio molto particolare per l’epoca…magrissimo, con mani e dita lunghissime che si muovevano sulla tastiera ad una velocità impressionante, occhi sporgenti, capelli lunghi, sempre vestito di nero e avvolto da un allure di mistero che contribuì all’appellativo di Violinista del Diavolo, attribuitogli principalmente per le sua tecnica che sembrava guidata da qualcosa o qualcuno di sovrannaturale.

Una curiosità che vale la pena raccontare è che durante i suoi concerti più di una volta accadde che durante l’esecuzione di un brano una corda si spezzasse…poi un’altra…e poi un’altra ancora, rimanendo con una sola corda a dispozione, ma questo non lo portò mai a fermarsi e ogni volta concluse il brano con naturalezza….casualità o effetto preparato appositamente per stupire il pubblico?…sicuramnete la seconda, ma alcuni storici hanno ancora dei dubbi…

Sul fatto che avvenne una sera del 1818 (secondo alcune fonti 1825) al Teatro del Falcone a Genova, al contrario nessuno ha dubbi, dopo un’esibizione straordinaria, il Re Carlo Felice, presente in sala, richiese tramite un suo dignitario, che il celebre musicista replicasse un pezzo, quello che oggi potremmo chiamare un bis.
Paganini rifiutò la richiesta, pronunciando la storica frase Paganini non ripete!, la motivazione non era tanto dettata dall’orgoglio, ma dal fatto che le sue esecuzioni erano spesso delle improvvisazioni e quindi impossibili da riprodurre esattamente nello stesso modo.

La vita di Paganini, non fu di certo facile e nemmeno noiosa, tanti sono gli aneddoti e le leggende che gravitano su di lui e che lo accompagnano fin oltre la sua morte avvenuta il 27 Maggio 1840, da quel momento infatti sue spoglie, a causa di un problema, diciamo burocratico,  non trovarono pace per ben 36 anni, ma finalmente dal 1876 riposa sereno al cimitero di Parma.
…e il suo amato violino??? 
Beh…il suo violino è conservato nella sua città natale Genova, alla quale lo lasciò in dono affinché fosse custodito per sempre. 
Grazie ai vincitori del prestigioso Premio Paganini, gli unici a cui è permesso suonarlo, la sua voce si fa ancora sentire forte e potente come un tempo.

Questo post è un po’ più lungo del solito, lo so, ma tante erano le cose da dire, e ce ne sarebbero ancora e ancora tra scorci di vita, curiosità e leggende.
Paganini fu un artista e una persona veramente unico, ma che, ahimè, mi spiace dirlo, la sua città, nonché la mia, ossia Genova, non ha saputo mai esaltarne la figura storica e artistica….è storia vecchia che sia stata abbattuta la sua casa natale per costruire un quartiere brutalista e che di essa ne sia rimasta solo una triste targa contornata da degrado e graffiti.

Nel 2021 gli è stata dedicata una statua bronzea alta due metri, opera dell’artista Livio Scarpella, posta presso la Galleria Cardinal Siri, ovvero all’ingresso del Teatro Carlo Felice.

Direi che ho finito!
Vi lascio due link nel caso foste interessati al prossimo Premio Paganini o a vedere il famoso Cannone custodito nelle Sale Paganiniane del Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova.

A presto 
M.






 

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